Un uomo pieno di autostima che fà sesso

Quando l’autostima migliora il sesso

Uno dei tanti aspetti che contribuiscono indubbiamente a rendere il sesso un’esperienza piacevole ed interessante, soprattutto per coloro i quali si lasciano guidare alla scoperta dei piaceri trasgressivi e piccanti dal coinvolgimento emotivo, è indubbiamente aver una buona autostima di sé, vera e propria garanzia della capacità di vivere il sesso in modo positivo e spontaneo, evitando in questo senso che un’attività tanto piacevole e coinvolgente come quella sessualità, possa trasformarsi in occasioni di frustrazione.

I Segreti

Uno dei segreti per mantenere veramente a livelli alti la propria autostima, affinché quest’ultima possa contribuire ad arricchire le giornate dei disinibiti di un maggior numero di occasioni di piacere, è sicuramente quello di piacersi per quelli che si è, evitando in questo senso di lasciarsi trasportare da sensazioni negative. gatto davanti a uno specchio che si vede un leoneIl sesso, in questo senso, può diventare il riflesso della propria condizione psicologica, arrivando a guidare gli amanti della trasgressione verso nuove avventure interessanti e piccanti, soprattutto, verso quelle che permettono di esprimere in modo libero e piacevole i propri desideri più reconditi e proibiti, quelli che riescono a solleticare nel migliore dei modi i desideri e pensieri erotici più insoliti e che, se liberati e vissuti nel migliore dei modi, a loro volta diventano un veicolo per migliorare l’autostima e nuovamente le proprie prestazioni sessuali.

Un altro valido sistema per aumentare la propria autostima e, così di riflesso, di vivere il sesso in modo più interessante e coinvolgente, è sicuramente quello di abbandonarsi in modo rilassato ai più profondi piaceri del sesso, lasciandosi guidare anche dai gesti più appaganti della potenziale partner di una nottata, entrando in sintonia con le aspettative e i desideri di una partner che vuole esprimere la sua sessualità in totale libertà: in questo modo, i propri incontri a base di sesso, offrono ad entrambi i trasgressori tanto intenso piacere.

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Primo appuntamento: cosa fare e dire?

Finalmente dopo settimane in cui vi siete sentiti solo tramite pc o cellulare, è arrivato il momento del primo appuntamento.
Consigliamo vivamente di incontravi sempre in un luogo pubblico altamente frequentato. Queste sono cautele che dovremmo utilizzare tutti ai primi appuntamenti, indipendentemente dalla modalità con cui ci si è conosciti.
Come prima volta, sarebbe preferibile un luogo informale e che presupponga una uscita abbastanza breve. In particolare vi consigliamo un aperitivo, un brunch, in un luogo centrale e magari con un bel panorama o con affaccio sul passeggio della vostra città.
una coppia seduta su una panchinaIn questo modo avrete la possibilità di conoscere l’altro un poco alla volta, in una situazione casual, non troppo formale (come sarebbe un ristorante, per esempio), né troppo informale (al buio di un cinema). Inoltre non essendo una cena, vi permetterà in qualsiasi momento di interrompere l’uscita ed andare via, se vi accorgete che quella persona non vi piace.
Scegliete un abbigliamento informale: per lui jeans o pantaloni e camicia, per lei pantaloni o vestitino che esalti la sua fisicità.
Incontratevi direttamente sul posto o in un luogo vicino; fate una passeggiata per le vie del centro o sul lungomare, se ne avete la possibilità. Durante ciò, parlerete del più e del meno, per esempio cosa si fa nella vita (lavoro, studio, ecc.), ultime vacanze fatte, viaggi desiderati, obiettivi futuri, aspirazioni professionali, ma senza entrare nel dettaglio ed evitando domande che possano mettere in imbarazzo l’altro. Ricordate che ognuno di noi ha un proprio spazio di riservatezza che va rispettato. Non avvicinatevi fisicamente troppo alla persona con la quale state parlando, perché all’inizio può dare fastidio e non lascerà una buona immagine di voi. Fate in modo da apparire sereni, calmi, simpatici, ironici, interessanti. Dopo potrete recarvi in un bar per continuare la conversazione.
Molti amici ed amiche ci chiedono consigli su come comportarsi al primo appuntamento al momento di pagare il conto. La risposta è semplice: è l’uomo che deve pagare e lo dovrà fare con molta naturalezza, senza mettere lei in difficoltà. Magari poi alle successive uscite potrà pagare la donna, ma le buone maniere richiedono che almeno per i primi appuntamenti sia lui a pagare.
Congedatevi dicendo che avete trascorso una piacevole serata e di risentirvi per le prossime uscite. Se ci sarà un vero interesse da parte di entrambi, allora vi rivedrete davvero, altrimenti sarà stata comunque un’occasione per conoscere una nuova persona. Se si è stati davvero bene con lei, sarebbe carino che l’uomo le inviasse un messaggio a fine giornata, dicendo quanto sia stato bello passare del tempo con lei. La sua risposta vi farà capire se anche lei prova interesse per voi oppure no.

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Si può essere bisessuali?

La bisessualità è quella tendenza per cui alcune persone hanno la capacità di amare sia altri dello stesso sesso sia persone di sesso opposto. Questa capacità può includere l’attrazione fisica, sessuale ed i sentimenti. La bisessualità non implica la rinuncia al proprio sesso né la negazione del ruolo che si possiede come uomo o donna.
Sicuramente questa inclinazione sessuale non implica conseguenze negative sull’appartenenza di genere. Si tratta di un meccanismo psicologico nel quale possiamo incontrare una predominanza della confusione riguardo i gusti sessuali che però implicano anche sentimenti (la bisessualità potrebbe in  tal senso essere interpretata come ambiguità nella costruzione dell’identità); ma potrebbe essere spiegata anche come intento ad ampliare il mondo erotico e la ricerca di nuove esperienze. Però una cosa è transitare per un tappa di confusione ed una cosa  è essere bisessuali. La bisessualità infatti è un orientamento sessuale proprio come l’eterosessualità e l’omosessualità.
Due donne bisessualli a lettoEssere bisessuale non definisce il nostro stile di vita o la nostra condotta sessuale. Le persone bisessuali possono essere monogame, celibi, così come lo sono gli omosessuali e gli etero. Molti bisessuali hanno relazioni sessuali con persone di un solo sesso, oppure non le hanno proprio, eppure si considerano come bisessuali. Altre persone, invece, hanno rapporti con persone di entrambi i sessi e non si identificano come bisessuali.
E’ sbagliato pensare che la bisessualità sia una cosa da pervertiti, perché trasgredisce le norme accettabili, oppure associarla all’idea di voracità e compulsione sessuale. Allo stesso modo è  sbagliato pensare che sia una forma di omosessualità nascosta.
Definire la nostra sessualità è un processo profondo che in alcuni casi può essere molto complesso. Esiste un forte determinismo culturale che ci vuole distinti in maschi e femmine.
Tuttavia in varie fasi della vita possiamo sentirci attratti da entrambi i sessi. Questo si vede abitualmente nei giochi dei bambini (dove possiamo sentire desiderio di giocare sia con lui che con lei) o nella pubertà durante la quale ci innamoriamo del nostro primo ragazzo e allo stesso tempo condividiamo tutto con la nostra migliore amica. Le attrazioni possono cambiare con il tempo.
Se consideriamo la bisessualità come scelta che implica gli atti sessuali del soggetto in questione e che forma parte della sua identità sessuale e sociale, allora dobbiamo inserirlo all’interno dei vari tipi di modalità sessuale: etero, omo, trans, ecc. In questi casi il soggetto amplia la zona di interesse sessuale verso i due sessi, anche se nella maggior parte dei casi ha sempre una tendenza verso un sesso.
La bisessualità a tutt’oggi viene nascosta perché non è socialmente accettata e di solito una persona tende a praticarla in segreto, anche all’interno della coppia, chiedendo al proprio partner scambi sessuali con altre persone.
Anche se le statistiche dicono che siano più gli uomini a praticare la bisessualità, è anche vero che per le donne un certo tipo di condivisione con persone dello stesso sesso è più approvato socialmente. Per esempio le donne possono abbracciarsi tra loro in pubblico, baciarsi, condividere lo stesso letto.
Infine dobbiamo dire che in tutti noi albergano fantasie bisessuali, cioè di avere rapporti con entrambi i sessi. Questo perché la bisessualità fa parte di ognuno di noi inconsciamente. Si tratta solo di dare spazio o meno a questa tendenza.

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Chi sono i LAT?

C’è una categoria di persone in coppia che si definiscono come LAT (living apart together), ovvero persone che stanno insieme ma vivono separati per scelta. Si tratta di individualismo e semplicemente un modo per far durare la relazione?
C’è una nuova tendenza sempre più frequente nella società attuale. E cioè quella per cui uomini e donne scelgono di vivere soli. Questo nuovo modo di vivere sembra di tendenza oggi ed è un modo per far valere la libertà e l’indipendenza.
Questa nuova tendenza possiamo già osservarla negli appartamenti di nuova costruzione; oggi è molto più facile trovare mono o bilocali, mentre sono pochi gli appartamenti grandi con più camere.

Ma chi sono i LAT?
Di solito si tratta di professionisti, persone in carriera. Hanno uno status economico abbastanza elevato, viaggiano, spesso cenano fuori casa, vanno al cinema ed al teatro. Sono ultratecnologici e non hanno come priorità nella vita il matrimonio o la convivenza. Non ci sono regole o limiti per essere definiti LAT: sono persone che non amano i limiti e le definizioni, che non vogliono avere orari e compromessi, che non vogliono sentirsi vincolate.

Una forma di egoismo?
Ci domandiamo se dietro tutto ciò non si nasconda una grande paura ad essere legati ad un’altra persona, a prendersi le responsabilità. Non si vuole rinunciare a certe comodità e desideri personali anche se la vita di coppia ne porterebbe altri di vantaggi. Non potrebbe essere definita una scelta egoistica? Forse che stiamo diventando una società fatta di individualisti che hanno paura a legarsi a qualcuno? Che vedono la vita di coppia o familiare come una minaccia alla loro indipendenza?
L’unica cosa che vi possiamo dire è che si tratta di una scelta, semplicemente questo e che va rispettata, senza pregiudizi. La cosa interessante sarebbe sapere alla base di questa decisione cosa ci sia in realtà, quali sono le reali motivazioni. A tal proposito un noto psicologo della coppia ha distinto due tipi di solitudine: una di tipo emozionale, che deriva dal fatto di non avere un partner. Questo porta la persona a sentirsi sola, a non poter contare su nessuno. L’altra è di tipo sociale, cioè l’assenza di vincoli sociali, il non sentirsi parte di una comunità; questo porta nervosismo, noia, irritabilità.
La cosa importante, quando una persona si sente sola, è individuare la causa. Potrebbe essere la mancanza di persone importanti nella vita oppure vivere un isolamento sociale. Ci sono molte perone a cui costa ammettere di trovarsi a disagio essendo soli e lo nascondono. Altri invece scappano da tale timore affermando la propria solitudine, come se fosse una loro scelta consapevole.
Queste sono solo delle ipotesi; potrebbe anche essere che più semplicemente i LAT decidano di vivere da soli per prolungare la loro relazione con il partner. Infatti stando lontani si spera di mantenere sempre vivo il desiderio di vedersi e stare insieme.
E voi vi definireste LAT? Oppure preferite vivere con il vostro partner?

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