Non sono pochi coloro i quali, dalla cosiddetta notte dei tempi, insistono nell’affermare che a causa del matrimonio, il sesso possa diventare una grigia e poco entusiasmante esperienza, fin troppo prevedibile e, soprattutto, imprigionata in una sorta di falsa morale che non dà il giusto spazio alla propria voglia di esprimere la passionalità e il desiderio, rendendo in questo modo poco piacevole ed intrigante l’esperienza del sesso dopo il fatidico sì, finendo per annoiare poi i partner e spingendoli a vivere qualche esperienza al di fuori della vita coniugale.
Secondo quanto reso noto da uno studio recente, per più della metà delle donne, dopo essersi sposate, scatta quasi un’inibizione che riduce il desiderio sessuale, e, addirittura, è ben l’ottanta percento di donne sposate a dichiarare che il sesso diventi qualcosa di poco entusiasmante e privo invece di quell’incredibile magia del piacere vissuto in modo spontaneo e vivace. Peggio ancora, se possibile, va nel caso in cui le donne siano anche diventate madri: è proprio in quel momento, infatti, che scatta quasi un rigido modo di vivere il sesso che lo relega a un semplice aspetto trascurabile, vivibile soltanto se pianificato in modo preciso, giungendo persino a dare un limite al momento di piacere, stabilendone la durata.
A rovinare tutto, ci si metterebbero soprattutto suocere odiose e invadenti, bambini che non vogliono saperne di andare a dormire, quel bisogno femminile di avere tutto sotto controllo e in ordine, finendo in questo modo per abbattere la voglia di sesso e di trasgressione, esprimendo liberamente i propri desideri, quasi come se il sesso fosse diventato qualcosa di eccessivamente peccaminoso e da controllare, con una serie di regole che lo annullano.
Che dire?
Forse sono troppe le paranoie e queste prendono il sopravvento sulla passione, distruggendo il sesso come se fosse cosa indesiderabile ?
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