Autostrada Bari Lecce

CategoriaRacconti erotici trasgressivi
AutoreKatia
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Mi chiamo Igor, ho 24 anni e sono di Grosseto. 

Voglio raccontarvi di quella volta in cui stavamo andando in vacanza in Salento. 

Mi avevano dato le ferie il 21 di agosto e, senza pensarci troppo, avevo buttato due teli e un costume in macchina. In vacanza partivo con Elena, una tipa milanese più grande di me che avevo conosciuto due settimane prima sulla spiaggia di Cala Violino. Tra di noi le cose erano nate quasi per caso: sulla sabbia, di fronte al fuoco, quando il livello di vino rosso aveva raggiunto quantità ottimali, le nostre labbra si erano trovate vicine senza sapere perché...... quella sera non s'era fatto poi granché. Io ero distrutto e lei aveva paura che li altri ci vedessero... le avevo proposto più volte di allontanarci, ma credo avesse paura degli animali selvatici in cui è facile imbattersi, nel Parco dell'Uccellina. All'ombra del fuoco avevo comunque tastato la sua femminilità, aveva una fica odorosa e dal sapore zuccherino, ma a malapena mi ci entrava il dito medio..... doveva essere passato un po' di tempo dall'ultima volta che aveva scopato......

Nei giorni successivi il lavoro mi aveva tenuto lontano da lei, ma il ricordo di quella sua fichetta giovane m'era rimasto in testa e la tempestavo di messaggini dolci a cui rispondeva alla velocità della luce...”E' fatta...questa me la lavoro per bene e me la porto in vacanza!”.

Una volta partiti, non avevamo ancora fatto i primi cento chilometri, che già mi stavo stufando di lei. Era passata dall'argomento “amiche” all'argomento “amiche con fidanzato” alla teoria secondo cui “gli uomini son tutti stronzi”.

“Ci fermiamo a mangiare qualcosa qui?”, le dissi quando eravamo dopo Napoli, a un kioskino che conoscevo.

“Sì, magari più tardi. Puoi staccare l'aria condizionata che ho freddo?” rispose facendo finta di non sentire.

“Certo!” le risposi di sì ma in realtà cominciavo ad odiarla.... fuori c'erano almeno 35 gradi.

Staccando il climatizzatore però ottenni un premio inaspettato. Si tolse l'asciugamano che teneva sulle gambe e appoggio i piedi sul cruscotto. Minchia! Aveva due gambe lunghissime ed appena depilate... luccicavano!

La gioia passò presto perché ricominciò ad annoiarmi con discorsi impossibili... un gatto che le era morto dieci anni fa... il suo datore di lavoro che secondo lei non si vestiva bene...spesso ascoltavo la radio e le facevo “sì”, senza sapere neanche di cosa stesse parlando...minchia che logorroica! L'incubo di una settimana di chiacchiere e sottaceti mi si era palesato ormai alla mente.

Erano le sette e il sole stava cominciando a calare...ci trovavamo dopo Bitonto, vicino Bari e volevo fare la superstrada per Lecce prima che venisse buio. D'un tratto, il cielo si squarcia e comincia a tuonare..passano pochi minuti ed è pioggia fitta, a gocciolone.

“Brrr che freddo! Ho paura” fa Elena e mi appoggia una mano sulla gamba.

“Sarà un temporale passeggero....” rispondo, facendo per sorpassare un odioso camion. Nel mentre sono in tensione, sulla corsia sinistra (col Voyager ci passo a malapena)...zacchete! Una mano gelata mi si infila fra le mutande

“Che fai?” la guardo un po' spaventatao dall'intera situazione

“Mi scaldo e mani...non vuoi?”

“No no, che dici! Fai pure!!

“Mmmh che caldo!” in un istante me l'ha preso in bocca e non me ne sono neanche accorto. Mi guardo intorno...ho la vista offuscata dalla pioggia e dalla goduria inaspettata..cazzo se ci sa fare con la bocca!....ho le palle che mi stanno prendendo fuoco...un po' perché ci cola la sua saliva d...un po' perché sono schiacciate malamente nei jeans....la strada è piena di traffico...ho paura che ci vedano dai camion e dai camper....che sensazione strana...non riesco a concentrarmi sul piacere...ho paura di fare un incidente e per tutta risposta il mio piede schiaccia sull'accelleratore....160 km/h

“Oddio che brava che sei...ma aspetta..piano..piano”

Con le labbra me lo scappella e lo stringe...poi lo spinge fin quasi a toccare la gola riversandomi addosso fiotti di saliva che subito succhia da brava..

 

“Dai lasciati andare!” lo vede che sono agitato e allora che fa? Si  infila un dito per bene nella micetta e poi me lo porta sotto il naso, bagnandomi i baffi del suo liquido zuccherino...

“Ma che porcellina che sei!” e lecco quel suo succo caldo.

A questo punto lei non fiata più e aumenta il ritmo, sembra superconcentrata nel suo proposito: farmi venire. Ma io lo so che non ci riesco...nessuna c'è mai riuscita a farmi un pompino completo in macchina, son troppo distratto dalla strada e il temporale imperversa...180 km/h

Mi guardo intorno e i vetri sono tutti appannati...seguo solo le luci delle vetture davanti...in macchina ormai l'odore della sua passerina è intenso e sento il fuoco proprio sotto alle palle.

Passano cinque, poi dieci minuti..e lei sempre lì, impegnata...vedo con la coda dell'occhio che si sta strusciando contro il sedile e geme col mio cazzo in bocca...

Ecco che d'un tratto accade la magia...appena sento i suoi versi di piacere....l'orgasmo comincia a montarmi da sotto le palle in calore, che lei comincia a massaggiare avidamente...

fulmini e saette nel cielo e una fila di camion da sorpassare...

Elena, questa porca, ci sa fare davvero. Aumenta il ritmo e in delirio finale che sa di follia, si struscia sul sedile come una cagna.... mi tocca le palle esattamente nel punto che mi fa venire...le esplodo in bocca ansimando per il dolore, confuso, preoccupato...ammaliato dalla sua voce di ragazzina innocente e dalla sua grande esperienza di pompinara da viaggio...non ne sono sicuro ma credo che sia venuta anche lei....mentre le sborro in gola gode come una pazza....

 

Di una cosa sono certo. Altro che chiacchiere! Questo è quello che deve fare una donna come lei con la bocca.