Io e il mio gattone - Parte II

CategoriaRacconti erotici trasgressivi
AutoreAndrea
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Finito che ebbi mi alzai in piedi e lo accostai all'altezza del suo pancino scoperto da una camicia troppo corta. Solo ora ebbi la visione di quella creatura che mi era comparsa davanti. Era una dolce fanciulla di non più di 25 anni...vestita in maniera elegante ma volgare...con dei tacchi imponenti per mascherare la sua bassa statura. Aveva delle mani molto curate e fu la prima cosa che notai quando entrò in bagno. I capelli invece, di un biondo argentato molto finto, li portava raccolti in due ciuffi ai lati della testa, stile Pippi Calzelunghe...

“Come ti chiami piccolina?” le dissi per farla stare più a suo agio di quanto già non fosse.

“Stella, ma tutti mi chiamano Stellina” pronunciò le parole come se non fosse lì...distratta, rapita da qualcosa.

“Oddio che bello....che bello...non ne ho mai visto uno così ….così largo!”. Il mio gattone misurava quasi 5 cm di diametro, anche se in lunghezza non era niente di che...decisamente normale se non quasi corto. Sapevo che alle donne poteva piacere un pene largo, ma pensavo che fosse la lunghezza a contare...almeno prima di allora.

“Posso provarlo?” mi chiese come se fosse una bambina che chiedeva il permesso per andare a fare un giro fuori.

“Certo!” Chiusi la tazza del cesso e mi ci misi a sedere sopra divaricando le gambe. Lei si accucciò e con la mano destra cercò di circuire il mio pene alla base, tentando di unire indice e pollice...

“Oddio come è largo!” e mentre lo stringeva le cresceva in mano.

“Voglio giocare al gioco della cavallina! Possiamo? Giochiamo! dai signore, giochiamo!” Quella ragazza doveva avere qualche problemino, ma io allora ebbi una visione...io ero lì per curarla...per farle tacere quella voce da gallinella....quella era la mia missione e il sangue mi pompava al cervello come non mai.

“Mi tolgo la gonna signore...la vuol vedere la mia passerina? E' tutta morbida sa?...”

 

Si spogliò e vidi subito che aveva delle coscettine tenerissime, da ragazzina....proprio sotto al pube la carne luccicava...doveva essere già molto ma molto bagnata...

“Scusi se le dò le spalle, signore” e mi mostrò la carne rosea del suo culetto...poi, senza pensarci su, agguantò la cappella del mio gattone e se la inserì dentro...

“Dobbiamo fare in fretta” guardando l'orologio. “Abbiamo solo tre minuti all'appuntamento”.

Da quel momento, non capii più nulla. Cominciò a divincolarsi sopra il mio gattone che era divenuto di marmo. Lei appoggiava le punte dei sui esili piedini a terra e si dava la spinta. Ad ogni colpo affondavo nella sua carne e la allargavo fino a spanarla.

Le tolsi la camicetta e le presi in mano le minuscole tette schiacciandole l'una contro l'altra. Lei continuava a guardare l'orologio a pause di 30 secondi.

“Signore ci siamo. Se vuole può venirmi dentro. Tanto prendo la pillola”.

A quelle parole, pronunciate con quella tranquillità, rimasi estasiato. Venire dentro? Pillola? Mai era capitato a me.

 

Capii che era il momento per me di venire dentro ad una donna. Era arrivato. Lei continuava a saltare...le presi con le mani i fianchi e cominciai a farle ruotare il bacino con movimenti circolari per allargarle ancor più la fica. Quando sentii che ansimava ancora più forte non mi trattenni più e la riempii. Avevo qualche settimana di sperma arretrato nei testicoli e fu un orgasmo lungo. Vista la posizione, lo sperma cominciò a colarle fuori, quando ancora stavo eiaculando mi disse “Il tempo è scaduto signore”. Ma non mi feci fregare... e mi trattenni al suo interno fino alla fine, nonostante si lamentasse imbizzarrita. Quando ebbi finito, lei non si pulì nemmeno con la carta e piena di sborra fra le gambe si rimise mutande e gonna...

“Ah! Le donne d'oggi!”, pensai.