L'odore di Marco

CategoriaRacconti erotici di donne
AutoreKatia
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Ero innamorata di Marco. Sentivo il suo odore addosso giorno e notte.

L'odore salato della sua pelle, il sapore del suo cazzo giù per la gola. Dopo che mi aveva scopato quella sera nel parcheggio del Midhò, ero come impazzita. A dire il vero lì avevamo solo cominciato, saranno state appena le due, per finire a casa sua, sul materasso ad acqua, a guardare l'alba facendo l'amore senza interruzione. Era stato davvero premuroso con me, ogni volta mi chiedeva se stavo godendo, si fermava e mi faceva le carezze... mi era parso un macho col cuore tenero.. di quelli che piacciono a me...quella lunga notte, mi sarà venuto addosso due volte, ed una glielo ho succhiato fino a svuotagli bene le palle... il suo sperma era salato..

La mattina ero innamorata...lo avevo annusato e leccato per l'ultima volta, e poi ero tornata a casa mia. Avevo la passera tutta gonfia, colorata di un bel rosso vivo. Mi lavai col sapone alla camomilla e mi misi a letto.

Il pomeriggio seguente l'avevo chiamato fino a sfinirmi, ma non rispondeva. Decisi ormai di rimanere a casa e il giorno successivo riprovai. Il telefono squillava, ma niente risposta. Andai a trovarlo al bar dove lavorava... non mi degnò di uno sguardo..faceva finta di non conoscermi. Avevo visto subito che era cambiato...

Decisi di farmi un giro e incontrai alcune amiche per un aperitivo. Dopo qualche spritz mi sentivo già meglio...ma avevo ancora il su odore addosso.... dovevo coprirlo in qualche modo.

Sandra era una pazza scatenata ed alle sei di pomeriggio era già vestita in abito da sera e tacco dodici. Io e lei eravamo già brille ed abbracciandoci ci avvicinammo al banco per un giro di tequila. Franco, il barista, ci conosceva bene e per un giro che pagavamo ce ne offriva due...aveva la crapa pelata e due baffoni scuri...un fisico ben piazzato che lo rendeva fascinoso.

Le ultime parole che pronunciai furono per ordinare alcuni Americani, perché ci era venuta sete... poi ballando e barcollammo ci trovammo nelle braccia di alcuni uomini, due assidui frequentatori del bar....due strani cowboy dei nostri tempi...ma non capivamo più niente e sapevamo che quelle erano brave persone...ad un certo punto Sandra si alzò, mi prese per mano per andare al bagno e nel tragitto schiacciò un piede a Franco che veniva verso di noi per sparecchiare...

“Oi, scusi signor Franco...”

“Niente.. bimbe!...ce le avete le chiavi?”

“Ci accompagni lei....” e ci aprì la porta. Era un grande bagno. Dentro Sandra si mise a far pipì.

“Abbassati le mutande” mi ordinò e le portai sopra ai ginocchi insieme ai collant. Sandra prese a masturbarmi delicatamente.

“Slurp, slurp, slurp” in un attimo me la stava leccando e sentivo che cominciavo a produrre umori.

Avevo chiuso gli occhi e d'un tratto mi sentii toccare il culo da una mano fredda e rugosa. Ebbi un sussulto e d'istinto mi piegai in avanti. Dietro di me il signor Franco si stava abbassando per leccarmi il buchetto del culo. Il vecchio mi faceva il solletico coi suoi baffoni e stringevo la sua testa calva fra le mie chiappe...ma ci sapeva proprio fare e sentivo il retto in fiamme.

Ero completamente ubriaca e avevo voglia di prenderlo su per il culo.

Sandra si alzò e sentii alcune voci...mi girai e vidi tanti uccelli che mi si paravano davanti al viso...erano mosci e mi venne subito voglia di assaggiarli. Comincia da uno stretto e lungo...non guardavo neanche di chi fosse, succhiavo e basta...dopo poco divenne duro e con la mano ne presi un altro, strusciandomelo sulle minne...al contatto col prepuzio i capezzoli mi si irrigidirono e anche il cazzo del secondo tipo, più scuro e tozzo, si fece duro......

Quel bagno era diventato un baccanale. Sandra nel frattempo stava facendosi scopare dal signor Franco sul water....io non resistetti e mi misi a pecorina inarcando la schiena...pian piano i infilai il cazzo stretto e lungo nel culo...soffrivo e godevi...sentivo che spaccava tutto..l'altro tipo capì subito e mi raggiunse dal sotto riempendomi la fica...oh finalmente...da quanto tempo non provavo più quella sensazione...ero strafatta, con due corpi estranei nel mio corpo e mi immaginavo un sandwich...mi sciolsi i capelli e continua a cavalcare...vedevo che i tipi arrancavano e ricevevano le mie ondate di calore...ero impazzita e avevo deciso di spingere tutto al massimo....

cercai di trattenerli dentro ma quegli uomini tirarono fuori i loro arnesi e mirando alla faccia e alle minne, mi coprirono abbondantemente di sperma...come stavo bene...presi a massaggiarmi e spalmarmi addosso il loro seme...finalmente l'odore di Marco se ne era andato.