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Incontri

La cioccolateria del Corso

Autore
Monica
Categoria
Racconti erotici trasgressivi
Scritto il
22 aprile 2011
Letto
303 volte


Sesso e cioccolatoOrmai mancano pochi giorni alla Pasqua, e Luigi festeggerà come ogni anno a casa sua, con il suo gatto e il suo uovo di cioccolato bianco, preso alla Cioccolateria del Corso: in quel negozio lavora Gianna, una simpatica vecchietta che coccola i suoi clienti, offrendo loro sempre delle caramelle o confetti di mandorle.
Luigi, uomo di mezz'età, non ha una famiglia, ma solo un gatto nero di nome Achille: come ogni persona, anche Luigi ha una passione - quella del disegno – ed, ogni anno, si diverte a disegnare magnifiche uova di pasqua, arricchite da elementi floreali. Dopodiché, una volta che lo schizzo è completo, si reca alla cioccolateria del corso e consegna, orgogliosamente, il suo disegno a Gianna: in pochi giorni, la simpatica signora prepara l'opera d'arte in cioccolato bianco, e la consegna all'uomo.
Seduto al suo nuovo scrittoio di rovere, Luigi si lascia trasportare dalle note intense del legno e, intanto, cerca di immaginare il suo uovo di cioccolato: liscio, bianco, con tante roselline abbracciate ad un albero. Iniziano a piovere, così, le prime gocce d'inchiostro sul foglio e, dopo circa 2 ore, Luigi ha preparato il suo disegno: contento e soddisfatto, si mette le scarpe da ginnastica ed esce frettolosamente da casa, salutando Achille. La meta di Luigi è la cioccolateria, e non vede l'ora di poter gustare le caramelle al lampone che Gianna è solita offrirgli durante la prenotazione dell'uovo: ma questa volta, Luigi trova una bella sorpresa al negozio. Infatti, non appena entra nella cioccolateria, si ritrova davanti una giovane ragazza sui 25 anni: alta, mora, di carnagione scura e con due bellissimi occhi verdi e un bel seno pronunciato. "Sembra quasi un gatto con quegli occhi verdi", è il primo pensiero che viene in mente a Luigi, ma subito torna con i piedi per terra.
- Buongiorno signorina, cercavo Gianna!
- Salve, guardi, mi può dare del tu … Gianna ha deciso di concedersi una pausa per la settimana di Pasqua, così, la sostituisco io.
- Ah, benissimo … No, cioè, volevo dire va bene. Spero che tu mi possa aiutare: con la signora Gianna, ero solito portare i miei disegni e lei mi realizzava un uovo di Pasqua in cioccolato bianco.
- Ma certo, non c'è problema! Puoi passare tra 3 giorni, nel tardo pomeriggio di venerdì. Va bene?
- Certo. Sul foglio trovi il mio nome, cognome e telefono così, se ci dovessero essere dei problemi, mi può chiamare.
- Va bene Luigi! Bel nome … Io mi chiamo Penelope. Ci vediamo venerdì pomeriggio, allora.
- Ok, ciao e buon pomeriggio.
- Altrettanto … ciao!
I tre giorni d'attesa passano velocemente e Luigi essendo smemorato, come al suo solito, ha dimenticato l'appuntamento dal medico che aveva fissato per il pomeriggio. Perciò, prima di passare in cioccolateria, corre allo studio medico per una veloce visita di controllo. Inutile dire che la corsa dal medico, per arrivare prima, non sia servita a nulla, giacché la visita del paziente che lo precede non è ancora finita. Dopo la visita dal medico, Luigi corre in cioccolateria, ma trova già chiuso: così, inizia a bussare sui vetri della porticina del retro e, in lontananza, sente un "Avantiiiiii". Luigi, un po’ timoroso, entra e si ritrova Penelope con un grembiule sporco di cioccolata e le mani altrettanto impegnate nella preparazione di un dolce.
- Ciao Luigi, lo sai che sei in ritardo? Il tuo uovo è comunque pronto! Sono 30€ … mettili sul tavolino di legno che, poi, li metto in cassa domani mattina.
- Ciao Penelope! Ma sei alle prese con un nuovo dolce? Per farmi perdonare del ritardo, se vuoi, ti aiuto!
- Luigi, mi faresti un gran favore, perché è arrivata la prenotazione tardi e il dolce deve esser pronto per domani mattina. E poi, non posso chiamare neppure Gianna!
- Mettiamoci al lavoro allora. Cosa faccio?
I due, in questo modo, si mettono ai fornelli e dopo un'ora e mezza il dolce è pronto: entrambi sono sporchi di cioccolato e la cucina è tutta da pulire. Ma, a questo punto, scatta qualcosa tra i due: uno sguardo che strega Luigi.
La ragazza, allora, si avvicina a Luigi e poggia delicatamente un dito sporco di cioccolato sulle labbra di lui e poi lo bacia. Luigi, interdetto inizialmente, si lascia andare e da lì a poco si ritrovano entrambi nudi sul bancone della cucina, sporco di cioccolato, a toccarsi e baciarsi. Lei, poi, inizia a fargli un bel pompino mettendosi in groppa a Luigi. A questo punto, Luigi non si lascia intimorire e, con le mani sporche di quella crema dolce, le tocca la calda figa spalmandola del cioccolato che gli era rimasto sulle dita. Così, Luigi immerge la sua faccia nella vagina di lei leccando e, quindi, succhiandole il clitoride. Penelope ansima, si divincola, urla fino a che non emette un grido intenso di piacere: intanto il pene di Luigi inizia a pulsare per il piacere dato dalla bocca di Penelope.
- Luigi, voglio che mi scopi in culo! Sfondami!
- Girati che ti sfondo … ricorda che se mi chiedi di fermarmi, non lo farò. Perché sono come un treno: quando parto nessuno, mi ferma!
Luigi non si fa ripetere la cosa più volte e, di lì a poco, la penetra nello stretto ano, prima spingendo lentamente il pene e poi più energicamente, alternando della pacche sulle chiappe ad una palpeggiata dei due grossi e lisci seni. In poco tempo, Luigi raggiunge l'orgasmo e le sborra in culo: quindi, lui le mette due dita nell'ano e poi, le fa leccare a Penelope.
- Allora ti piace il mio nettare? O preferisci ancora il cioccolato?
- Luigi mi piacciono entrambi … Poi, il cioccolato fa parte del mio lavoro!
- Penelope, allora mi dirai se ti piace questo.
Con uno scatto rapido, Luigi prende un foulard che trova sulla sedia, e le benda gli occhi: poi, la prende in braccio e la fa sedere su una sedia, legandola con dello spago che trova in un cassetto.
Legata Penelope, Luigi inclina la sedia, facendola poggiare contro la piccola poltrona e poi afferra una di quelle fruste a mano, intingendola nuovamente nel cioccolato. Prima la passa davanti al naso di Penelope, poi lascia che qualche goccia cada sul suo seno e, quindi, sul ventre.
Successivamente, le allarga le gambe e prova ad inserire il manico della frusta nella sua vagina. Penelope, presa di sorpresa e un po’ spaventata, gli chiede cosa stesse facendo, ma Luigi preso dal desiderio di provare la sua fantasia, non le risponde. Così inizia a spingerle la frustra tra le gambe e le masturba il clitoride; Penelope, allora, inizia a sentirsi nuovamente eccitata e lo incita a toccarle più velocemente il clitoride fino a quando non raggiunge nuovamente un altro orgasmo.
- Allora, ti piace sempre il cioccolato o di più questo?
- Mamma mia, ma da dove vieni tu? Da un film porno? Sì, mi piace di più questo che il cioccolato!
- Vedi che so essere anche meglio del cioccolato?!
- Luigi ora devo chiudere, perché altrimenti potrebbe arrivare Gianna per qualche controllo. Sai com'è la signora?!
- Penelope, la conosco da una vita, Gianna! Spero di rivederti!
- Anch'io, Luigi. Ciao e alla prossima scopata!
Luigi fece solo un cenno di capo, si rivestì, e poi se ne tornò a casa dal suo gatto Achille, gustandosi il suo uovo di cioccolato bianco.