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Incontri

Monica la vedova

Autore
Marco
Categoria
Racconti erotici trasgressivi
Scritto il
10 marzo 2011
Letto
875 volte


Monica in minigonna di jeansCiao a tutti, mi chiamo Mario, ho scoperto questo sito per caso girando in rete alla ricerca di racconti erotici. In realtà non è che mi interessi tanto leggerli (più che altro non ho tempo), ma volevo raccontare a qualcuno un'esperienza che mi è successa qualche settimana fa, che posso tranquillamente definire la più arrapante della mia intera vita.

Ho 38 anni e di mestiere faccio il medico. Dopo alcuni anni di brutta esperienza come medico di pronto soccorso, sono diventato perito per alcune compagnie assicurative. Mi sposto di città in città dove ho alcuni ambulatori e prendo appuntamenti. Un lavoro di routine, dove è necessario avere l'occhio ben allenato per scoprire chi sta bluffando. A volte succede che qualcuno non possa muoversi di casa, così vado io da loro.

A metà febbraio sull'agenda elettronica ho appuntamento con la signora Monica P. di Garbagnate. Leggo il profilo: vedova di 42 anni, ha perso il marito proprio lo scorso dicembre in un brutto incidente in tangenziale. La sua macchina è carambolata in seguito ad un tamponamento fra camion e il marito, seduto accanto alla signora, è deceduto sul posto.

Salgo in un piccolo palazzo, al secondo piano trovo la porta socchiusa e una voce grave ma giovane mi invita ad entrare. Bionda, altissima, con una minigonna di jeans che le scopre due gambe perfettamente abbronzate, Monica mi porge la mano in maniera lasciva... non dà per niente l'idea di essere rimasta vedova due mesi prima. Porta una maglia di cotone a collo alto, non scollacciata, ma le tette da sotto premono. Senza scarpe, immersa fra i cuscini, ai piedi ha degli spessi calzini di spugna a righe rosse e bianche, da vera teenager.

“Allora signora, vedo che ha 4 vertebre fratturate...come va? come le sta il busto?”

“Ecco dottore, vedo subito che con lei ci intendiamo. Al di là della perdita enorme che ho avuto e degli impedimenti nella mia vita personale, qui rischio di rimanere ferma per tutta la vita...l'ortopedico non mi ha detto nulla di certo” mi guarda con due occhi da gattina indifesa.

“Si giri signora, molto lentamente”. E sollevandosi velocemente sulle braccia mi dà la schiena.

“Può alzarsi in piedi?”

“Non riesco, per via della gamba”

“Va bene, allora provi a piegarsi così. Intanto, se non le dispiace io le sollevo la maglietta per valutare eventuali danni ai legamenti”

Senza farsi problemi, la vedova inarca la schiena.

“Va bene così?” mi chiede. Ha un culo che parla e nel frattempo si abbassa la minigonna per indicarmi il punto.

“Vede dottore, è proprio qui all'osso sacro che ho più paura. Senta e mi dica”.

Mi prende la mano e la porta proprio nel fondoschiena...

“Non vorrei avere problemi proprio qui”. E con un gesto si abbassa improvvisamente gonna e mutandine di pizzo bianco.

“Scusi sa... così almeno valuta meglio...”. Alla vista di quelle chiappe perfette, lisce e profumate, sento il sangue alla testa defluire verso il basso. Lei fa finta di perdere l'equilibrio e si avvicina al mio pacco con il culo.

“Faccia quello che deve fare, dottore”. Resto lì imbambolato con l'attrezzo per l'oscultazione in mano...poi mi guardo intorno, vedo le chiavi nell'interno della porta e vado a girarle per chiudere. Mi volto e vedo quella scena perfetta, corro a penetrarla.

La signora Monica, la vedova, non ci ha nulla di rotto, ma la mia perizia sarà molto generosa con lei. Cavalca come una vera regina e mi chiede ogni tanto di sculacciarla..mai prima d'ora ho sentito il mio cazzo crescere fino a questo punto. Scopiamo per mezz'ora circa, dopo sennò avrei fatto tardi all'appuntamento successivo...nessuno dei due viene...ma mi riprometto di passarle a fare una visita molto ma molto presto...