Perversioni a teatro

CategoriaRacconti erotici di coppie
AutoreMarco
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Ho 49 anni e non sono praticamente mai stato a teatro. Come luogo mi ha sempre affascinato, con tutte le gallerie, i palchetti, i camerini e il sottopalco...un luogo pieno di mistero che da bambino utilizzavo come ambientazione privilegiata delle mie fantasie, dei miei sogni. Ma, come vi dicevo, a parte qualche recita scolastica, niente teatro per me... perché? Abito in una cittadina di provincia e l'unico teatro che c'era, ci han messo trentacinque anni per restaurarlo...

L'attesa è finalmente terminata e stasera c'è la prima del nuovo spettacolo di Laura Sbausch, Anche gli angeli lo fanno...non so bene di cosa tratti, ma ho notato che il cast è bello nutrito e spero non ci sia da annoiarsi. Naturalmente ho avvertito dello spettacolo mia moglie Roberta con largo anticipo. Lei è completamente all'oscuro di cosa passa nel mondo della cultura, e per questo la amo. Il suo non è disinteresse, ma totale ignoranza. Quando la porto a una mostra o alla presentazione di un libro è sempre eccitata, si veste e si trucca come per una serata di gala...

“Cara, questa sera hai dato il massimo... da dove spuntano quelle scarpe?” le dico indicando un tacco di almeno dieci centimetri.

“Le ho viste oggi da Miss Rosette e non ho potuto fare a meno di prenderle” risponde con un mezzo sorriso. Intanto montiamo in macchina e noto che il tacco le si è già incastrato tra il marciapiedi e la strada. Fuori dal teatro c'è gran ressa ma per fortuna abbiamo il nostro palchetto riservato, in fondo all'ala sinistra del secondo piano. Ci sediamo e Roby fa per togliersi le scarpe scoprendo i suoi deliziosi piedini numero trentasei, coperti da una spessa calza color porpora.

“Mammamia che male... dovevo mettermi un po' di cotone”

“Aspetta a togliertele, magari entra qualcuno!”

Comincia lo spettacolo...una specie di musical pallosissimo dove all'inizio i protagonisti, una giovane coppia di sposini nella New York degli anni venti, vengono assassinati a sangue freddo. Per entrambi il buon Dio ha scelto il paradiso e una carriera da angeli...ma.... anche gli angeli sembrano godere dei piaceri della carne...e si muovono danzando su un enorme letto matrimoniale con dei ridicoli vestiti barocchi... e questo sarebbe il modo in cui lo fanno in paradiso?

“Che barba, che noia...” Roby comincia a bisbigliare.

“Ti dò fastidio se mi metto così?” Non faccio in tempo a rispondere che ha già girato la poltroncina e appoggiato i piedi sulle mie gambe. Sul palco fan gran cagnara e noi possiamo parlare senza dar fastidio.

“Te li massaggio un po'?”

“No...è che...mi è venuta voglia” e con le dita del piede aperte comincia a tastarmi il pacco.

“Cara.... ci vedono!”

“E da dove? L'unico punto sarebbero quei due palchetti opposti al nostro...ma sono vuoti...comunque vieni...mettiamoci più indietro.” Ci spostiamo in modo da poter comunque buttare un occhio su quell'odioso spettacolo. Roby si tira su la gonna e scopro che sotto i collant porta quelle meravigliose mutandine di pizzo che le regalai. Senza pensarci due volte si infila una mano sotto e col piede sempre più aperto e caldo mi cerca con insistenza la cappella.

“Sbottonati” sussurra con voce languida. Non faccio in tempo ad aprirmi che lei è già lì con le sue ditina soffici a sfiorarmi. Le calze si bagnano e a quella vista comincio ad eccitarmi sul serio.

“Ma cos'hai lì?” sospira ridendo per provocarmi. Incastrato nella zippo il mio cazzo è più largo che lungo e la mia cappella sembra un grosso fungo porcino. Mi guardo intorno per vedere se ci sta vedendo qualcuno, ma le luci sono soffuse e nessuno fa caso a noi

“Aspetta...fermati...voglio fare una cosa...” Le prendo il piede e coi denti strappo le calze.

“Sono troppo spesse” Voglio sentire la carne morbida dei suoi piedini da adolescente, senza un callo. Mi abbasso un po' i pantaloni così che lei può darci dentro.

“ Che goduria! Amore, sei fantastica.” Vorrei toccarle il culo ma non ci arrivo con la mano. Mi accontento di strizzare una delle sue piccole tette. Nel frattempo vedo che lei si è abbassata completamente i collant e si sta masturbando di gusto. 

D'un tratto, dal pubblico parte un “Ooohhh!”, mi affaccio e vedo che la scena si sta evolvendo...

“Cazzo amore, ci sta che fra poco finisce e ci buttano fuori!”

Non faccio in tempo a dirlo che lei si avventa sul mio cazzo, passando la sua lingua ruvida su tutta la superficie, dallo scroto fin su al filino. Ho i fremiti per tutte le gambe e decido di lasciarmi andare senza pensarci. Lo prende in mano e lo stringe alla base, con pochi colpi riesce a farmi venire mettendomi una mano di fronte alla bocca perché nessuno senta i miei gemiti. Mi conosce bene e sa quale è il momento preciso in cui sborrerò. Così si mette di lato e come se avesse in mano una pompa dell'acqua, comincia a farmi spruzzare sulla moquette rossa del palchetto...

“Cazzo amore!” L'orgasmo è breve e trattenuto...sento che lo spettacolo volge davvero al termine e faccio subito per rivestirmi. Non me ne accorgo ma lei si è chinata in terra....e...

“Cosa stai facendo amore?”

“Lecco”

“Ma c'è sporco!”

“Ecchissenefrega!”

Con gli occhi iniettati di sangue, col suo culone bianco e nudo che mi guarda, lecca come una gattina il mio sperma. Lo spettacolo è finito..ma noi stiamo “Giocando basso”....non posso fare a meno di prendere una delle sue scarpe, inumidire il tacco e piantarglielo delicatamente nel culo...è quello che ha sempre voluto d'altronde....