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Scopata in macchina

Autore
Categoria
Racconti erotici di coppie
Scritto il
11 febbraio 2011
Letto
20982 volte


Scopata in macchinaAntonella è la classica bella del paese, la figa che tutti si girano a guardare quando camminano, quella che suscita le gelosie di fidanzate e mogli e che instilla nelle menti degli uomini i pensieri più selvaggi.

Io mi chiamo Francesco e faccio il fotografo per passione, in città mi chiamano spesso per lavoretti non ufficiali, spesso si tratta di amici o conoscenti. Non me la cavo male con l'attrezzo difatti sto pensando di approfondire la mia conoscenza della materia per poi chissà far diventare l'hobby una professione.

Fu un'estate di due anni fa che conobbi per la prima volta Antonella. Una mia cara amica dell'epoca me la presentò come una ragazza che voleva fare la modella a cui serviva un book fotografico. Per la verità quando vidi Antonella rimasi colpito dalla sua bellezza ma onestamente le sue forme generose le impedivano di certo di intraprendere quella carriera, per non parlare dell'età, aveva 27 anni, praticamente una vecchia in quel settore. Quando parlo di forme generose intendo una bella donna come dovrebbero essere in molte, almeno una quarta abbondante, gambe lunge e sode, fianchi non strettissimi, una bella figa da monta insomma, ma sappiamo tutti che le modelle somigliano più a degli scheletri che a delle donne.

Ovviamente io non le dissi nulla circa le sue aspettative e accettai di farle il book, figuriamoci se mi sarei fatto sfuggire un'occasione così ghiotta. Fissammo quindi un incontro per la settimana successiva a casa della mia amica poiché aveva una bella villetta che ben si prestava per occasione e nel frattempo mi informai su Antonella. Più di un amico mi disse che era una tipa tosta, gran porca ma un pò approfittatrice, sicuramente di facile trombata, ma dovevo stare attento, insomma non avrei dovuto impegnarmi molto per ottenere i suoi favori…

Di solito non sono il tipo che cerca subito l'approccio ma Antonella era davvero bella, capelli ricci, occhi da gatta e il fisico…beh

Il martedì stabilito ci incontrammo tutti e tre per scattare le foto, la mia amica mi fece da assistente e passammo una bella mattinata. Fu lei a fare le prime mosse, capii subito che le piaceva giocare, approfittò della situazione per mettersi un pò in mostra, ad ogni cambio di abito veniva da me per un consiglio per mostrarsi, per farsi dare una mano con la lampo e cose simili, sempre facendo attenzione a mostrare qualcosa del suo corpo, un capezzolo sfuggito al vestito, il perizoma che usciva dalla gonna e via dicendo.

Quando incontri donne così sai subito come andrà a finire, in pratica non dovetti far nulla se non invitarla a bere qualcosa una sera, ma non subito, aspettai una settimana prima di chiamarla, volevo farla maturare per bene.

"Ciao Antonella, sono Francesco come stai?"

"Ciao caro, tutto bene e tu?"

"Benissimo. Ascolta, ti andrebbe di andare a bere qualcosa domani sera da qual nuovo locale nel centro storico?"

"Mmm, fammi pensare…si non dovrebbero esserci problemi"

"Bene, allora passo a prenderti alle 21"

"Ok, a domani"

"A domani"

Hai capito la stronza, fammi pensare ha detto, se la vuole tirare un pò…bene mi divertirò, pensai.

La sera dopo andai a prenderla come stabilito e ovviamente lei si presentò come se dovesse andare ad una serata di gala…si in versione hard. Superminigonna ad altezza fica, sandalo con tacco alto nero lucido, top semitrasparente senza reggiseno sotto, trucco leggero, labbra rosa confetto. Solo alla vista il cazzo mi si gonfiò da dentro i pantaloni e il sangue cominciò a pompare, solo che non ci badai più di tanto mentre scendevo dalla macchina per aprirle la portiera, cosa che invece fece lei e con un sorrisetto da bambina curiosa mi disse "Però! sei già sveglio?". Io non sono un tipo che si imbarazza facilmente e le risposi a tono "Prendilo come un complimento". Ci facemmo una calda risata e successe all'improvviso, smettemmo di ridere, ci guardammo e in un attimo mi infilò mezzo metro di lingua in bocca. Se prima il cazzo si era gonfiato ora cercava giustizia e voleva uscire in esplorazione…

Le dissi d'istinto "Fanculo il nuovo locale, a casa ho un Rozzano del 2004, prima ce lo beviamo e poi ti scopo per tutta la notte".

"No" disse lei "Voglio scoparti subito, non c'è tempo di arrivare a casa, parcheggia la macchina dietro quegli alberi e bada bene, IO voglio scoparti".

Cazzo, la troia era decisa su quello che voleva e di certo io non mi sarei mai opposto così entrammo in macchina, parcheggiai a cento metri da dove eravamo, celati dagli alberi, mi prese la faccia e inizio a leccarmi le orecchie ferocemente. nel frattempo mi sbottonò i pantaloni e di scatto il cazzo che già era a livelli di indurimento titanici scattò fuori sull'attenti divincolandosi senza difficoltà dai boxer, da solo. Antonella si leccò la mano destra e prese a segarmi con vigore, su e giù, su e giù, ogni tanto con il palmo mi massaggiava la cappella, poi mi sputava sul cazzo e continuava, mi baciava in bocca, le nostre lingue si intrecciarono come serpenti che danzavano, i nostri liquidi si mischiarono e il cuore mi batté all'impazzata, provai ad aprirle un pò le gambe ma mi bloccò "No, comando io stasera!" mi disse perentoria e proseguì aprendo la mia camicia, sputandomi su un capezzolo e succhiandolo con violenza.

Mi diede piccoli morsi che mi fecero sussultare ma ero eccitatissimo e stavo godendo alla grande, poi ad un tratto tirò giù il mio sedile e si sedette con le sue gambe sopra di me. La zoccola non aveva le mutandine sotto la gonna e la mia faccia si piantò proprio sulla su fica che trovai bagnatissima, calda e gonfia. Inizia a leccare alternando movimenti lenti a quelli veloci, cercando il clitoride e succhiandolo leggermente soffiandoci ogni tanto sopra per poi leccarlo in senso rotatorio. Si muoveva col bacino sopra di me, le piaceva, gemeva e ansimava mentre mi spompinava a dovere.

Andammo avanti per un pò in questa posizione fino a che non ce la facemmo più entrambi, volevamo scopare, io avevo il cazzo duro come la pietra, tutto insalivato, lei aveva la fica che le pulsava, caldissima, si girò di scatto, si mise in posizione quasi a pecora (la macchina non è il massimo della comodità) alzando leggermente una gamba e mettendola vicino al cambio con il tacco piantato sul cruscotto offrendomi un ingresso comodo e la penetrai con forza. Sentii il rumore della pelle contro la pelle misto ai suoi gemiti "Scopami con forza, voglio sentirlo tutto dentro fino in fondo, non ti fermare e non venire!". Andai avanti a lungo, la penetrai con colpi violenti ma non veloci, prendemmo un bel ritmo, io da dietro le afferrai il culo sodo e tondo dandole prima un sonoro schiaffo e aprendolo poi per bene e col bacino spingevo più che potevo per farle sentire il cazzo dentro, lei mosse il culo roteandolo leggermente ad ogni mio colpo e gemette, poi mi disse "infilami un dito nel culo", non chiedevo altro, mi avvicinai con la bocca sul culo e senza fermarmi sputai nel grosso buco che di certo aveva già ospitato altri cazzi poiché notai gli anelli anali esterni rotti e le piantai il dito medio dritto fino in fondo. "Cazzo" disse, "Si continua, scopami così mi piace da matti".

Continuammo a quel ritmo, eravamo tutti sudati, sentivo il mio dito sopra il cazzo attraverso la pelle sottile che separava la figa dal culo e gemevamo entrambi carichi di piacere, io non sentivo più le gambe, i muscoli erano tesi e stanchi ma non volevo fermarmi, spingevo sempre di più e ad ogni colpo il mio sudore caldo andava a finire sulla sua schiena e sul suo culo e Antonella gridava come una porca, non le bastava, ne voleva di più allora con la mano la infilai sotto di lei passando sotto la sua pancia fino ad arrivare alla fica e mentre le penetravo la sgrillettai.
Fu una mossa riuscita perché subito avvertì la differenza, era una di quelle che hanno orgasmi clitoridei per cui avrei potuto trombarla per ore senza farla venire se non avessi stimolato anche il clitoride. Il suo corpo si contraeva e si muoveva con più frenesia, gridava e mise entrambe le mani sul vetro quando ebbe il suo orgasmo, lanciò un urlo intenso ma breve e si accasciò sul sedile con degli spasmi alle gambe mentre io calavo il ritmo.

Tolsi con delicatezza il cazzo dalla sua fica facendo uscire tutti i suoi umori e baciai il suo culo, poi le leccai il collo sconstando i suoi lunghi capelli ricci e lei si girò, mi piantò il palmo della mano sul petto facendomi sedere sul sedile e iniziò a pomparmi con forza, mi succhiava la cappella stringendo forte le labbra e con la mano mi strinse le palle, aumentò sempre di più la velocità fino a quando nel momento in cui stavo per venire si scostò dal cazzo aprì la bocca e segandomi fece uscire fiotti di sperma dal mio cazzo che finirono sul sul bel facchino da troia. Avevo il cazzo in fiamme ma lei continuava, rideva, le piaceva vedermi soffrire e mi leccò via per bene tutto lo sperma dal cazzo mentre contraevo gli addominali in un misto di piacere e dolore. Ripulendolo tutto mi guardò bene muovendo la lingua sopra le sue labbra e disse "La prossima volta mi farai quello che vuoi tu".



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